
Fino a pochi anni fa, centinaia di migliaia di persone alle prese con gravi problemi di obesità erano in trattamento con Reductil, il farmaco anoressizzante a base di sibutramina della Abbott. Molto efficace, Reductil aiutava il paziente a ridurre del 20% la quantità di cibo ingerito durante la giornata, alleviando il ‘senso di fame’ ed aumentando la sazietà percepita.
Tutti i farmaci a base di sibutramina sono stati ritirati dal commercio agli inizi del 2010 e oggi non è più possibile acquistarli, sia nelle farmacie italiane, sia presso le farmacie online estere. Nessuno specialista medico oggi prescrive più Reductil (Sibutramina) come complemento ad una dieta bilanciata, optando invece, qualora se ne ravvisi l’esigenza, per Xenical (Orlistat) un farmaco molto diverso, che permette di non assorbire il 30% dei grassi ingeriti.
L’Agenzia del Farmaco Europea (EMA), nel gennaio del 2010, ha raccomandato il ritiro di Reductil dalle farmacie di tutta Europa. Secondo il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell'Ema, i rischi a cui si esponeva chi assumeva Reductil erano maggiori rispetto ai benefici arrecati.
Uno studio condotto su 10.742 pazienti obesi o in soprappeso e ad alto rischio cardiovascolare, aveva infatti dimostrato come i pazienti trattati con sibutramina avevano una probabilità più alta di attacco cardiaco e infarto rispetto a quelli trattati con placebo (11,4% nel gruppo sibutramina verso il 10% nel gruppo placebo).
No. Gli ultimi prodotti farmaceutici con effetti anoressizzanti sono stati ritirati dalle farmacie lo scorso agosto. Anche in questo caso, più rischi che benefici per il paziente obeso.
Documento dell'EMA sul Ritiro dal commercio della Sibutramina, 6 Agosto 2010
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