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Nei mesi scorsi è partita in Inghilterra una campagna riguardante la fecondazione assistita: le donne che avrebbero deciso di smettere di fumare, iniziando dunque a vivere in maniera sana sia per loro stesse che per il nascituro, potevano essere inserite gratuitamente in un progetto di fecondazione assistita.
Sulla stessa lunghezza d'onda delle autorità sanitarie britanniche, la Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) sostiene, in una dichiarazione pubblicata dalla rivista Human Reproduction, che la fecondazione assistita dovrebbe essere proibita alle donne che bevono, fumano o soffrono di obesità; se però la donna cambia il proprio stile di vita può essere portata alla fecondazione assistita dopo approfondite analisi e controlli.
Il fatto di decidere se una donna possa avere o meno un trattamento di fecondazione assistita è molto delicato e si scontra con il diritto alle cure e con la salute della mamma e del bambino, ma è altrettanto vero che l'autonomia decisionale della paziente deve essere supportata dalla responsabilità verso la società e il futuro del bambino.
Le linee guida pubblicate dalla Società europea di riproduzione umana ed embriologia non sono vincolanti per i medici della fertilità, che dovrebbero però poter rifiutare i trattamenti di fecondazione assistita alle donne che hanno un fanno un consumo di alcol eccessivo e alle donne obese.
I consigli dell’Eshre derivano dalla pubblicazione di uno studio che dimostra, sulla base di ricerche scientifiche precedenti, che stili di vita impropri (fumo, alcol, droghe...) hanno un effetto assolutamente negativo sui risultati delle procedure di fecondazione assistita. Obesità, sovrappeso e fumo possono mettere a rischio la salute della mamma e del bebè.
Le pazienti che sono in sovrappeso dovrebbero dimagrire prima di sottoporsi a trattamenti di fecondazione assistita: dagli studi è emerso che il rischio di complicazioni come il diabete gestazionale può aumentare fino a ben otto volte. Maggiori complicazioni nella fecondazione assistita sono state osservate anche nelle donne fumatrici; queste pazienti dovrebbero quindi smettere di fumare prima di pensare ad una gravidanza.
La procreazione medicalmente assistita (PMA) riguarda trattamenti medici che permettono il concepimento e la gestazione anche quando non sono realizzabili per via naturale. La normativa italiana in tema di fecondazione assistita, contenuta nella legge 40/2004, ha suscitato scalpore per i forti limiti all'applicabilità delle tecniche di fecondazione e di numerosi divieti presieduti talvolta da sanzioni penali. Al momento è in discussione un progetto di legge per l'eliminazione di alcune limitazioni e divieti. Attualmente la legge prevede l'applicazione delle tecniche di fecondazione assistita solo in strutture autorizzate, rivolte esclusivamente a maggiorenni di sesso diverso, uniti in matrimonio o da convivenza, cui sia stato certificato lo stato di sterilità in età potenzialmente fertile. I divieti posti dalla legge 40/2004 sono:
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