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La calvizia si manifesta inizialmente non con la caduta del capello ma con un assottigliamento del capello stesso; la vera e propri caduta dei capelli si presenta in fase avanzata, in quanto i capelli assottigliati hanno la durata del “ciclo di crescita” più corta e pertanto cadono più del normale. La calvizia è un problema molto diffuso e nell’80% dei casi si manifesta nei maschi di razza bianca, una donna su cinque e un uomo su tre vengono colpiti dalla calvizia. I primi segnali di calvizia abitualmente si mostrano verso i 30 anni (il 50% tra 30 e 40 anni), ma i casi più gravi invece si hanno verso i 18 anni di età e provocando poi un importante diradamento entro i 25 anni. Studi recenti, hanno evidenziato che che la calvizie è in aumento tra i giovani e che il 15% dei ragazzi presenta già segni di diradamento in età adolescenziale.
Andando nel dettaglio l’azione del DHT (diidrotestosteroone) provoca una miniaturizzazione dei follicoli e dei capelli, che in una prima fase non calano di numero, ma diventano molto più sottili e la radice si viene a trovare sempre più in superficie. In modo particolare nelle calvizie maschili si ha anche un progressivo cambio nella colorazione dei capelli, all’interno dei quali finisce anche la produzione di pigmenti (melanina), avendo quindi l’impressione di un forte diradamento.
Carenze alimentari, stress, problemi ormonali, medicinali, infezioni possono essere le cause della calvizia. A parte alcune concause quali stress e cattiva alimentazione, la causa principale della calvizie è da ricercare nel nostro DNA, nella nostra mappa genetica; ecco perché qualcuno è predisposto e qualcun altro no. Quindi, la forma di calvizie più diffusa nell'uomo è la calvizie androgenetica. Si inizia con una massiccia caduta di capelli che ad ogni ciclo vengono sostituiti da capelli più sottili e meno colorati, dovuti all'atrofizzazione del follicolo che pian piano non riesce più ad esprimere un capello sano e robusto come in inizio.
Come abbiamo già visto la causa principale della calvizie sta nel DNA, in merito alla propensione genetica, non si conoscono ancora i geni che preparano la calvizie ma è comunque noto che l’alopecia è poligenica, ovvero causata da più geni. Quanti più geni tendenti ci sono nel DNA più la calvizie è grave, prematura e rapida. E' quindi facile da intuire che, più familiari sono affetti da calvizie e più si ha la possibilità di esserne colpiti.
La predisposizione alle calvizie androgenetica è quindi determinata da fattori genetici. Gli ormoni principali dell'uomo, veicolati nell'organismo dal sangue, sono sviluppatoi dal sistema endocrino (tiroide, ipofisi, pancreas insulare, paratiroidi, ghiandole surrenali, ghiandola corticale e midollare, gonadi ); essi sono:
Uno studioso di nome Hamilton, fece svariati studi sulla calvizie e fu uno dei primi studiosi di questo fenomeno; Hamilton classificò diversi stadi che portano alla calvizie. Norwood completò gli studi di Hamilton arrivando a classificare ben 12 differenti stadi di calvizie. Dagli studi è emerso che circa l'88% della popolazione maschile sia colpita durante la propria vita da questo tipo di calvizie. In questi soggetti determinate aree dello scalpo (sono sempre escluse le aree temporo-occipitali) possiedono follicoli sensibili agli ormoni maschili (androgeni).
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