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Scoperto un nuovo alleato nella lotta contro l’AIDS: la banana. La notizia proviene dagli Stati Uniti, dove un team di ricercatori dell’University of Michigan Medical School coordinati dal prof. Michael Swanson ha stabilito l’efficacia del comune frutto contro il virus HIV.
La banana non contiene solo potassio, vitamine, fibre, carboidrati, ma anche questa sostanza, la lectina BanLec, che avrebbe la stessa efficacia di due farmaci anti-Hiv comunemente usati dai pazienti. La lectina agisce sulla struttura proteica (capside gp120) ricca di carboidrati che avvolge il virus Hiv-1. Con alcuni farmaci anti-Hiv esistenti il virus può mutare e diventare resistente, cosa che risulta più difficile in presenza delle leptine Nei test di laboratorio la sostanza BanLec ha rivelato la stessa efficacia di T-20 e maraviruc, due farmaci comuni nella lotta all’HIV.
I ricercatori sono partiti da una constatazione: il contagio da HIV è più veloce della messa in terapia dei sieropositivi. Ciò è particolarmente evidente nei Paesi in via di sviluppo, in cui per ogni persona che inizia la terapia antiretrovirale, avvengono ben 2,5 nuove infezioni. Inoltre gli esperti stimano come un microbiocida, capace di agire in anticipo con un efficacia del 60%, sarebbe capace di prevenire in 3 anni ben 2,5 milioni di nuove infezioni di HIV. A questo punto gli scienziati si sono messi al lavoro per individuare un principio attivo capace di prevenire il contagio.
Questo composto organico presente sia nelle cellule animali che in quelle vegetali creando una specie di barriera di zuccheri sulle proteine di membrana virali "gp120" e "gp41" del virus dell'immunodeficienza umana (HIV, acronimo dall'inglese Human Immunodeficiency Virus), virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), rappresenterebbe la nuova frontiera contro la lotta all'Hiv, ostacolandolo ed impedendo l'ingresso del virus nelle cellule. Le lectina BanLec, agisce sulla struttura proteica ricca di carboidrati che avvolge il virus Hiv-1. In questo modo, sarebbe in grado di interrompere l'azione infettiva del virus.
I medicinali attualmente utilizzati, dopo un certo periodo di tempo, si dimostrano inefficaci in quanto il virus, modificandosi continuamente, riesce a far fronte alle sostanze chimiche cosa che diventerebbe più difficile nel caso in cui il virus fosse combattuto con un metodo naturale, quindi più difficile da aggirare. Adesso la ricerca si sta attivando per rendere utilizzabile la proteina per la cura all'Aids, studio che, se realizzato, garantirebbe una maggiore efficienza e un risparmio economico considerevole. La scoperta potrebbe risultare fondamentale per prevenire il contagio tra le popolazioni in via di sviluppo, che ogni anno registrano sempre più casi di contagio del virus HIV. L'obiettivo degli scienziati è quello di sviluppare un processo per alterare la sostanza e renderla utilizzabile dai pazienti. Tale potrebbe essere usata da sola, o in abbinamento con altri medicinali.
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