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I pacchetti di sigarette sono stati studiati per trarre in inganno i fumatori e portarli a credere che alcuni prodotti siano meno dannosi di altri. È quanto emerso dallo studio dei ricercatori dell’Università di Nottingham, Gran Bretagna, condotto su un campione di 1300 fumatori.
Una normativa dell’Unione Europea nel 2002 ha abolito la dicitura light sui pacchetti di sigarette per mettere fine all’inganno strutturato dalle multinazionali del tabacco per far percepire alcuni marchi di sigarette meno dannosi per la salute di altri. Secondo l’UE, in realtà, le diciture gold e silver che hanno sostituito quelle light e mild rimangono ancora informazioni potenzialmente ingannevoli perché percepite dai consumatori come fattore di minor rischio. La ricerca mostra che la maggior parte dei fumatori intervistati crede che le sigarette con tali diciture siano meno dannose delle altre e che dunque potrebbe essere più facile rinunciarvi.
Durante lo studio, i ricercatori hanno mostrato ai partecipanti alcuni pacchetti di sigarette ed è stato chiesto loro di confrontarli in termini di gusto, livelli di catrame contenuti, rischi per la salute e attrattiva.
I risultati di 800 fumatori adulti e 500 adolescenti, tutti nel Regno Unito, mostrano che i pacchetti dai colori più chiari e con le diciture gold e silver attraggono di più perché inducono le persone a credere che tali sigarette siano meno forti e di conseguenza meno dannose. Oltre il 50% degli intervistati ha riferito che i pacchetti con etichetta “morbida” siano meno dannosi delle varietà normali. Il 53% degli intervistati dichiara che le Marlboro Gold (le ex light) siano meno rischiose per la salute e il 31% ha detto che è più facile smettere di fumarle, se confrontate con le Marlboro Rosse.
"La verità è che tutte le sigarette sono ugualmente pericolose, indipendentemente dal colore del pacchetto a da ciò che vi è scritto sopra", è quanto affermato dal Prof. David Hammond, del Dipartimento di Studi Salute e Gerontologia presso l'Università di Waterloo in Ontario, Canada. "Queste forniscono ai consumatori un falso senso di rassicurazione che semplicemente non esiste", ha aggiunto il professore. Infatti, come diversi studi hanno già dimostrato, il livello di nicotina trasmesso al cervello è simile per tutti i tipi di sigarette.
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